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Rosa D’Argento 2015 a Suor Teresa Martino

Risuona ancora l’eco della provocante testimonianza di suor Teresa Martino, Frate Jacopa 2015, della sua sofferta conversione e del successivo impegno a favore degli ultimi, e siamo già giunti all’apertura dei festeggiamenti di S. Francesco.

Con la S. Messa delle ore 11.00, presieduta dal M.R.P. Claudio Durighetto, si è celebrato il ricordo dell’ultimo incontro tra frate Francesco morente e frate Jacopa dè Settesoli, giunta in quel di Assisi pochi giorni prima della suo beato transito.

Davanti ai numerosi fedeli accorsi e a tanti volti della autorità cittadine, il Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria ha voluto commentare alcuni passaggi della Leggenda Maggiore in cui S. Bonaventura racconta di Francesco prossimo a ritornare al “Padre delle misericordie”.

Il Vangelo in cui si narra della donna che onora Gesù con l’unguento profumato s’intreccia magistralmente con la narrazione dell’arrivo di donna Jacopa al capezzale di Francesco, entrambe chiamate dallo Spirito che guida i cuori amanti di coloro che donano con gioia. L’olio profumato e il pezzo di stoffa color cenere offerti sembrano confondersi, riflessi della creatività di Dio che ricopre della Sua provvidenza il figlio Gesù, l’Alter Christus Francesco e chiunque di noi apra le proprie mani assetate.

«San Francesco chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola, per rendere a Dio lo Spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo Spirito della grazia».

La Porziuncola, ovvero il luogo più caro al cuore di Francesco, casa sua, là dove desiderava ardentemente tornare ogni volta che si allontanava per portare il fuoco del Vangelo di Gesù Cristo a tanti cuori infreddoliti. Il suo rifugio in vita, fino all’ultimo giorno, quando supplica i suoi frati di custodire gelosamente questo prezioso gioiello racchiuso nello scrigno della maestosa Basilica. Perché il Santo d’Assisi sapeva, per rivelazione, che quella dimora tanto cara alla Vergine sarebbe diventata rifugio di molti altri figli di Dio alla ricerca della propria identità profonda.

Lui, Francesco, l’uomo benedicente, che non interrompe il canto e la lode che gli sgorgano dal cuore nemmeno dinanzi a “sorella morte” che si avvicina. Il corpo ormai è consumato da un’esistenza donata senza riserve, ma trova ancora le forze per cantare insieme ai suoi frati – ricorda padre Claudio – il Salmo 141, cercando ancora, per l’ultima volta, rifugio nel Signore Gesù, capace di rapire il suo cuore tanti anni prima e di condurlo alla più piena conformazione a Lui.

Anche le allodole, amiche della luce e timorose del buio della sera, nonostante l’ora tarda vennero a stormi sulla Porziuncola a dare l’ultimo saluto al loro fratello Francesco. Con loro giunge ai frati presenti la speranza della risurrezione e della terra promessa in cui è stato appena introdotto il loro amato padre defunto.

Al termine della celebrazione è stata consegnata la “Rosa d’argento” a suor Teresa Martino, che insieme alle tre consorelle Laura, Ester e Flavia, portano avanti percorsi di carità ed accoglienza legati ai più diseredati, in Italia e all’estero. Ogni casa è chiamata “rifugio del Cuore Immacolato di Maria”. Altri rifugi, altre dimore dove la Vergine Maria si prende cura dei suoi figli bisognosi di luce e di conforto, proprio come quelli che da 800 anni vengono in pellegrinaggio alla Porziuncola chiedendo a Dio di potersi ri-scoprire Suoi figli. Lo stesso pellegrinaggio interiore percorso da suor Teresa Martino «alla ricerca di quella parte di me che ora implorava di nascere. Era l’immagine di Dio in me, la mia vera identità che chiedeva di venire alla luce, perché non puoi ignorare Dio senza perdere te stessa».

Fonte: porziuncola.org